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Data center a Cassina Nuova: nuove misure ecologiche e ampliamento del Parco delle Groane

La rinuncia della proprietà a nuove valorizzazioni immobiliari rafforza la protezione del Parco e dei corridoi ecologici esistenti.

Data center a Cassina Nuova: nuove misure ecologiche e ampliamento del Parco delle Groane

Legambiente ha presentato un ricorso al TAR Lombardia contro la costruzione di un data center su un vasto terreno agricolo a Cassina Nuova (Bollate), sottolineando che tali insediamenti dovrebbero essere ubicati in aree dismesse, che non mancano nel territorio di Bollate e nella sua area metropolitana.

Nuove misure ecologiche per Cassina Nuova

“Questo principio rimane un elemento fondamentale per la pianificazione territoriale, e non abbiamo intenzione di cambiare il nostro approccio,” afferma Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Tuttavia, abbiamo dovuto riconoscere la decisione dell’amministrazione bollatese di confermare un’urbanizzazione risalente agli anni Ottanta, che comporta la trasformazione di quell’area e la possibilità di ottenere un’importante compensazione per i cittadini di Bollate.”

Le parti coinvolte hanno lavorato a un accordo per mitigare l’impatto che il data center avrà su Cassina Nuova, un’area già influenzata dalla tangenziale Nord, dalle cave vicine e da attività industriali, che incidono sulla qualità ambientale e sulla vita dei residenti. L’arrivo del data center e delle sue opere accessorie, in particolare la linea ad alta tensione, rischia di aggravare ulteriormente la situazione.

Compensazioni e accordi

Legambiente ha accettato di partecipare a un tavolo di confronto con la Fondazione Bellani e il Comune per valutare ulteriori proposte di compensazione. Si è manifestata l’intenzione di localizzare nuove aree di compensazione da cedere al Parco, in zone adiacenti a Cassina Nuova, finora escluse dal Parco delle Groane, evitando così nuove varianti urbanistiche e ulteriori costruzioni.

La decisione della proprietà di rinunciare a ulteriori valorizzazioni immobiliari rafforza la protezione del Parco e garantisce la sicurezza dei corridoi ecologici che collegano il Parco Nord Milano, il cui confine si avvicina alla frazione di Cascina del Sole.

Tutela delle aree verdi circostanti

Grazie all’ok del Parco delle Groane e alla presa in carico dei terreni, oltre al previsto ampliamento dei confini con il consenso dell’amministrazione comunale, si prevede una maggiore protezione dei suoli liberi nella parte orientale di Bollate.

“La decisione di trovare un accordo compensativo e di ritirare il ricorso è stata ben ponderata,” aggiunge Barbara Meggetto. “Aspettiamo ora dall’Amministrazione Comunale il completamento degli atti formali necessari affinché la tutela delle aree avvenga prima della conclusione della consiliatura, con l’approvazione del Piano di Governo del Territorio. Ringraziamo l’Avvocata Laura Testa di Bergamo per il supporto, il Circolo Legambiente di Bollate per la sua presenza, e i cittadini per il loro impegno nel mantenere viva l’attenzione sul progetto del data center. Il nostro monitoraggio non si fermerà qui. Attendiamo la pubblicazione del progetto per esaminare i dettagli dell’impianto e delle opere collegate, in particolare riguardo al cavidotto ad alta tensione che attraverserà Bollate, su cui chiediamo garanzie di schermatura e mitigazione.”

La conclusione del ricorso non riduce le preoccupazioni riguardo ad altri aspetti critici del progetto, tra cui gli impatti acustici e le emissioni dei generatori ausiliari, oltre alla prossimità del data center alle abitazioni. Legambiente continuerà a monitorare il processo, in particolare durante la fase di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero dell’Ambiente.