Un’iniziativa innovativa si propone di dare voce ai più giovani e di avviare un dialogo con gli adulti. Si chiama “Lettere ai grandi. Ciò che vorrei dirvi davvero” ed è un percorso di ascolto pensato per preadolescenti e adolescenti di Bollate, concepito per offrire uno spazio libero di espressione, rispettando l’anonimato dei ragazzi.
Il coinvolgimento delle scuole e della comunità
Il progetto coinvolge studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado del territorio, in particolare coloro che partecipano ai percorsi di pastorale giovanile negli oratori della città, insieme a docenti e genitori. Promosso dall’Assessorato alle Politiche Educative e Giovanili del Comune di Bollate, in collaborazione con i Consiglieri comunali Samuele Marazzi e Gloria Caccavale, vede il supporto della realtà pastorale locale, del Consultorio Familiare di Bollate e delle scuole aderenti. Il progetto si sviluppa attraverso diverse fasi.
Il fulcro dell’iniziativa è rappresentato dalla scrittura delle lettere: i ragazzi sono stati invitati a redigere in forma anonima due lettere, una destinata ai “grandi” – insegnanti, educatori e società in generale – e l’altra ai genitori. Le lettere, raccolte nelle scuole e negli oratori, saranno restituite alla comunità per stimolare nuove opportunità di dialogo.
Appuntamenti aperti alla cittadinanza
Tre eventi sono in programma presso la Sala Conferenze della Biblioteca di Bollate, situata in piazza Generale Carlo Alberto dalla Chiesa 30:
mercoledì 18 marzo 2026, ore 21.00 – restituzione pubblica del progetto di scrittura epistolare tra i ragazzi delle scuole e degli oratori e gli adulti di riferimento;
mercoledì 25 marzo e 8 aprile 2026, ore 21.00 – confronto tra giovani, istituzioni e realtà educative sui principali temi emersi;
Gli incontri saranno moderati dalla dott.ssa Federica Pirrera, psicologa e psicoterapeuta, e dal dott. Francesco Pessina, psicologo e consulente scolastico, entrambi del Consultorio Familiare di Bollate.
“Quando i giovani si raccontano, la comunità impara ad ascoltare: è questo il messaggio che accompagna il progetto, pensato non come semplice restituzione, ma come occasione concreta per aprire un confronto vero tra generazioni e rafforzare una comunità educante capace di ascoltare, comprendere e accompagnare i propri ragazzi – ha dichiarato l’Assessore Mauro Dainelli”.